La pubblicazione dei dati sul web, una novità assoluta poiché fino a oggi per poter consultare i redditi bisognava recarsi in Comune, ha spaccato centrosinistra e centrodestra e ha sollevato non poche po
lemiche da parte delle associazioni dei consumatori. Il Garante della Privacy è intervenuto dichiarando che fino a oggi "non era stata sottoposta la questione" e che attualmente è all lavoro per verificare eventuali incompatibilità tra la protezione dei dati personali e la pubblicazione di dati di interesse pubblico"E' una palese violazione della legge sulla privacy, la 196/2003, e un pericolo per l'aumento della criminalità e della violenza, dato che sono stati pubblicati dati sensibili sui redditi, ghiotta fonte d'informazione per i criminali - commenta Carlo Pileri, presidente dell'Adoc - e stiamo ricevendo migliaia di telefonate da parte di cittadini preoccupati e impauriti sulle possibile conseguenze di questa iniziativa, da noi prontamente verificata. Abbiamo inviato una lettera al Garante per la protezione dei dati personali, chiedendo l'attivazione di una procedura d'urgenza per inibire la continuazione della pubblicazione dei dati sensibili sul sito".
''Tra l'altro, nella modulistica di dichiarazione dei redditi non risulta prevista né un'informativa riguardo la pubblicazione di tali dati né una clausola specifica di autorizzazione alla pubblicazione che costituisce ulteriore violazione della legge stessa". Inoltre, aggiunge Pileri, "la stessa normativa che ha permesso la pubblicazione è in evidente contrasto con la legge sulla privacy. E' un fatto molto grave, avvenuto tra l'altro in un periodo in cui il governo risulta vacante. Rimaniamo stupiti anche dal fatto che questo provvedimento non rientri in una strategia complessiva di lotta all'evasione ed elusione fiscale, né di salvaguardia delle agevolazioni fiscali di chi effettivamente ne ha diritto per basso reddito"
Non so voi, ma io sono senza parole..il nostro diventa sempre più il paese delle barzellette!





